Elia 1 – il profeta che faceva ciò che è giusto agli occhi del Signore

Leggiamo 1 Re 17

Giona era il profeta del rifiuto, che è stato costretto ad operare come Dio ha voluto e per questo è rimasto sconfitto. Dai profeti possiamo imparare invece come trarre giovamento dall’ordine di Dio di testimoniare la sua Parola? Si può essere credenti, forti, attivi, anche se in mezzo ai propri dubbi, alla forza che a volte c’è e a volte manca?
Nelle prossime settimane affronteremo la storia di quello che potrebbe essere presentato come l’anti-Giona, il profeta che fa sempre tutto quello che dice il Signore, o quasi, e ne ricava sempre una gran forza, o quasi.

Al principio della sua storia lo vediamo profetizzare prima ancora di aver ricevuto investitura formale: va dal re e sostiene che, per ordine di Dio, la siccità sarebbe durata fino a che Elia non avesse detto il contrario. Già in principio vediamo le differenze con Giona: Elia va direttamente dal Re, non scappa, e a lui viene rimesso il potere di far iniziare e far concludere il castigo di Dio. Dio si preoccupa dell’incolumità del suo profeta, e del suo sostentamento, e comincia qui la lunga lista di eventi innaturali che circondano il profeta. Al ruscello può bere, ma sono i corvi che gli portano cibo, come ad un ospite. Ovviamente il profeta non ha potere sul suo stesso giudizio, e il torrente si prosciuga. Ma Dio sa già cosa fare, e lo fa emigrare, fuori dalla zona di siccità. Qui la seconda distinzione da Giona, non è il profeta che scappa lontano, ma Dio che lo manda. Ma la carestia non è solo data dalla siccità, anche la povertà può fare danni, e la vedova da cui Elia è mandato è in fin di vita per la disperazione e l’inedia. Elia, e non Dio, provvederà al miracolo, e Dio, non Elia, permetterà a questa strana famiglia di vivere per tre anni. Eppure il potere non è nelle mani di Elia per sue capacità, e la morte del figlio della vedova costringe il profeta forte e risoluto a prostrarsi in preghiera per ricevere quello che lui non può dare, la vita. L’opera di Dio ha molti risultati, quindi: rafforza la fede del profeta, e impedisce che Elia pensi l’idea di essere lui stesso la fonte del suo potere, restituisce la vita al figlio, e testimonia il potere di Dio alla vedova, tanto da generare la conversione di chi, fino a quel momento aveva solo goduto dei benefici, senza credere.

Ora Elia può tornare a lavorare nel suo Paese, perché molto deve essere ancora fatto.

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