Testimonianza 101

Pubblicato la prima volta il 20/11/2008

L’evangelizzazione è un cardine dell’essere cristiano che spesso sfugge al controllo e al buon gusto dei cristiani stessi. Evangelizzare è, de facto, dire l’Evangelo, ovvero la Buona Novella di Cristo. Sebbene noi sappiamo che “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo unigenito Figlio affinchè chiunque creda in lui non perisca ma abbia vita eterna”, la cosa che più interessa l’evangelizzatore è “convincere” chi incontra della grandezza della salvezza che lui stesso ha provato. Ed è qui l’errore. L’evangelizzatore spesso si comporta come un malato guarito che consiglia a tutti la sua medicina.

Soffermiamoci un attimo su questo esempio, e cominciamo da qui.
Se è vero che tu eri malato, e conoscendo Cristo ti sei sanato, è altrettanto vero, per cominciare, che Cristo non è una medicina.
Cristo è salvezza, ma non è “dosabile”, non puoi decidere di prenderlo o no, che abbia poco o tanto effetto, Cristo è radicale mutamento, non graduale benessere.
Allo stesso modo, se è vero che il primo stadio del cristiano è accorgersi del proprio peccato e solo dopo di quello altrui, è altrettanto vero che il peccato non è tutto uguale, e così il perdono. Da Lutero in poi il protestantesimo ha teso a sostenere che i peccatori sono tutti nella medesima condizione, a parte che alcuni sono peggio di altri. in realtà è altrettanto vero che i malati sono tutti malati, ma non per tutti l’aspirina è la soluzione.

Ecco dunque che chi è stato malato ed è guarito non si azzarderebbe mai a consigliare la sua medicina ad uno che non abbia la stessa patologia, nessuno sosterrebbe la chemioterapia come risoluzione alla depressione, o una cura ormonale per un braccio rotto.
Eppure milioni di cristiani, magari in buona fede, consigliano a tutti di avvicinarsi a Cristo come hanno fatto loro, e sono anche capaci di arrabbiarsi se questo non porta i risultati attesi.

Ecco allora una breve lista di cosa fare e cosa no quando si pensa di “evangelizzare”.

Non proporre Cristo come risoluzione, non è una medicina.
Non proporre il tuo approccio come formula, non tutti hanno la stessa malattia.
Non farlo per te stesso, non hai nessun merito in ciò.
Non farlo per gli altri, è di Cristo che hanno bisogno, non di te nè della tua sollecitudine.
Non farlo per Dio, se la sa cavare bene anche da solo.
Evangelizzare è testimoniare, ovvero raccontare, racconta cosa Dio ha fatto a te, in te, per te, non aspettarti altro che un vago ascolto, anzi, non aspettarti nulla.
Se vuoi mostrare Dio agli altri, mostra ciò che lui ha mostrato a te, sii misericordioso, non giudicare, ascolta, ascolta, ascolta, ascolta, ascolta, ascolta, ascolta, ascolta.
Ascolta che hai davanti.
Sei sicuro di non aver parlato solo tu?
Dio ha salvato te solo, ed è stato faticoso. Come puoi sperare che tu possa salvare le folle?
Se la Bibbia interroga il tuo cuore, è roba di Dio.
Se il tuo cuore interroga la Bibbia, è roba tua.
Se è roba tua non è detto sia da buttare, ma di certo è da verificare mille volte, con mille persone, prima di farlo diventare il pilastro della tua fede.
Chi vuole guadagnare il prossimo a Cristo, deve perdere se stesso.
Perdere se stessi può voler dire perdere la propria denominazione, a volte anche la propria religione, siamo noi ad essere cristiani, non Dio.

Ricapitolando se vuoi testimoniare la tua fede:
1) Impara a raccontare bene la storia della tua malattia, e della tua guarigione;
2) Esci pronto ad ascoltare, non a parlare.
3) Non cercare chi vuoi, fatti trovare da chi vuole.
4) Ascoltalo, senza parlare se possibile.
5) Ascolalo bene, non fare nulla se non hai capito profondamente che la sua situazione è diversa dalla tua.
6) Ricorda che non sei tu ad avere le risposte.
7) Raccontati, e se la cosa ha seguito, racconta la tua chiesa.
8) Tra un punto e l’altro prega Dio che ti aiuti ad ascoltare, e non a parlare.

A questo punto, la tua testimonianza è finita. Nessun fulmine a ciel sereno, nessuna conversione con lacrime liberatorie, non devi attendere nulla, nè attenderti nulla, Dio è già al lavoro.
Se la persona che hai incontrato volesse riparlare di queste cose, attieniti solo ai punti 4-5-6, sono quelli realmente importanti, gli altri sono contorno….

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2 commenti su “Testimonianza 101

  1. Giorgio ha detto:

    Io non sono credente né credo che lo sarò mai.

    Ma se tutti i cristiani (e non solo) che cercano di evangelizzare seguissero i tuoi consigli penso che tutti vivremmo molto più in pace tra di noi e ci rispetteremmo maggiormente a vicenda.

  2. torgul ha detto:

    Grazie.

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