No-B Day? Oggi no.

Il bello di non contare nulla è che nessuno mai mi chiederà perchè non sono andato al no-b day.

Se qualcuno me lo chiedesse, però, farei riferimento alla nota di adesione del buon Travaglio:

il problema non è Berlusconi, ma il centrosinistra. Il centrosinistra che prende i voti (sempre meno) per opporsi al Cavaliere e poi regolarmente gliele dà tutte vinte. […] Oggi tutti i cittadini che amano la Costituzione e la democrazia saranno in piazza. Ma subito dopo dovranno lavorare a una nuova manifestazione che costringa il Pd a deberlusconizzarsi: il No Pd Day. Come disse Petrolini al disturbatore che lo contestava da un palco: “Io non ce l’ho con te, ma col tuo vicino che non ti butta di sotto”.

Ecco.
C’è chi, come Peter Gomez, vede del buono in una manifestazione “dal basso”. Io no.
Ovvero, non fraintendetemi, è un’ottima cosa che persone diverse, con esperienze e motivi diversi, si trovino insieme uniti per una causa comune, il mio problema è che non posso non essere escatologico, scusate, deformazione professionale.

La mia personale escatologia alla pera cotta mi porta a chiedermi: e poi? Domani? Dopodomani, che succederà?
Non che io pensi che qualcuno pensi che il nano difforme possa veramente essere spinto alle dimissioni foss’anche da 12 milioni di persone in piazza (e io spero vivamente ci siano 12 milioni di persone, oggi).
La domanda che io vorrei porre a tutti coloro che legittimamente e di buona lena scenderanno in piazza oggi è: Cosa farete domani mattina?

E mercoledì, passato il ponte?
Saremo ancora tutti qui a lamentarci di aver votato o quasi-votato un’opposizione che non si oppone, una minoranza minorata?
Tutti concordi nel dire che Di Pietro c’ha le palle e Bersani no?
Riappacificati con partiti di sinistra la cui condotta irresponsabile e criminale, degna della peggiore infamia, ha di fatto regalato il parlamento alla destra?

Io da sempre predico solo due cose, sotto e sopra il pulpito: Coerenza e compromesso.

Chi è coerente ma non sa confrontarsi con la realtà che lo circonda e trovare una via percorribile per la maggior parte degli esseri umani (ovvero la maggioranza) è tanto pericoloso quanto chi non conosce la coerenza e scambia il compromesso per codardia baciapile, voltagabbana e lecchinismo.

Se sei coerente, forte, saldo, con tutti i debiti dubbi e distinguo che caratterizzano una persona aperta ed intelligente, sai anche portare avanti il dialogo, l’intermediazione, il buon compromesso, la riconciliazione.

Altrimenti la tua supposta coerenza è solo un velo d’acciaio steso su una mente fragile ed impaurita.

Io, oggi, dalla finestra osserverò la coerenza altrui e ne trarrò giovamento, ma solo quando vedrò in atto il dialogo, l’intermediazione e la riconciliazione tra le diverse componenti della mia parte politica, io potrò essere attratto da questo movimento.

Per ora scruto da lontano, incuriosito e in buona disposizione d’animo, ma in attesa.

P.S: ovvero, per chiarire: se le componenti civili e istituzionali che hanno litigato fino ad oggi e che oggi scendono in piazza da domani non cominceranno seriamente a dialogare e a lavorare insieme per un’Italia migliore, quella a cui assisteremo oggi sarà stata null’altro che un’inutile e ipocrita pagliacciata da cui sarà ben felice di essermi astenuto.